CENNI STORICI

Centro risicolo di primaria importanza nella Bassa vercellese, Fontanetto Po è paese di antiche origini e tradizioni, che conserva la testimonianza di un grande passato. Il suo campanile è monumento nazionale e le sue numerose chiese testimoniano la sua peculiarità quale “terra di fede”. Attraversato da un fitto reticolo di rogge che conferisce una particolare struttura al suo centro abitato, Fontanetto Po è  paese di “terra e d’acqua” di cui rimangono testimonianze del passato nella grande ruota mossa dalla corrente della Logna presso il Po e nella turbina di inizio ‘900 che alimentava il Mulino Riseria San Giovanni, oggi trasformato in ecomuseo. Fontanetto Po fa inoltre parte del Parco del Po ed è sede di manifestazioni musicali di altissimo livello legate alla figura di Giovan Battista Viotti, violinista di fama internazionale, nato a Fontanetto Po nel 1755.
 
 
 
L’origine del nome di Fontanetto Po si deve ricondurre alla presenza sul territorio dei numerosi fontanili che garantivano disponibilità di acqua pura di risorgiva alla popolazione.
Un primo nucleo abitativo su un’area in parte coincidente con l’attuale, ma forse più spostata verso il corso del Po, risale all’età romana: la località era detta Vetusta Cestis ed è attestata come tappa dell’Itinerario Gerosolimitano lungo via Pavia-Torino, al XXXII miglio da Pavia. Dopo le devastazioni subite in età barbarica, la popolazione della distrutta  Vetusta Cestis  rimase dispersa fra diversi villaggi, fino al IX secolo quando i monaci benedettini di S. Genuario decisero di raccoglierla in un unico centro abitato.  
In età longobarda il territorio dell'odierna Fontanetto fu certamente abitato, come testimoniano i reperti archeologici, ora conservati al Museo di Antichità di Torino, rinvenuti nel 1886 durante gli scavi per la costruzione della ferrovia Chivasso-Casale. In quell’occasione furono recuperate tombe appartenenti ad una necropoli longobarda  risalente al VI-VII sec.  Nel 1011, Fontanetto fu concessa all’abbazia di Fruttuaria che ne divise la giurisdizione con la Chiesa di Vercelli e nel 1242 la località fu eretta a “borgofranco” dal Comune di Vercelli, che, tuttavia, prima della fine del XIII secolo, ne perse il controllo a favore di Teodoro Paleologo, marchese del Monferrato. Quest’ultimo, cogliendo il momento favorevole dei dissidi fra fazioni all’interno delle mura vercellesi, occupò il borgo, lo cinse di mura ed eresse il luogo alla dignità di Comune.
Il 2 Luglio 1323 fu stabilita la costruzione del borgo di Fontanetto, così descritto dalle carte dell’epoca: il borgo era circondato da mura e aveva due porte, una verso il Po e l’altra verso S. Genuario, congiunte da una via diritta (l’attuale via Viotti) tangente la chiesa parrocchiale e il cimitero, che doveva essere larga due trabucchi e dotata di portici aperti in modo che la si potesse percorrere liberamente a piedi o a cavallo. Allo stesso progetto urbanistico trecentesco risalgono le due vie laterali che tagliano in due punti l’attuale via Viotti: via Apostoli-Fratelli Negri e via Marconi-XX Settembre. Intorno alle mura, infine, si snodava un’ulteriore via di circonvallazione.
Dopo più di due secoli di controllo da parte dei Marchesi del Monferrato, alla morte di Giangiacomo Paleologo senza eredi maschi nel 1535, Fontanetto, insieme a tutti i possedimenti del Marchesato, fu sottoposta al dominio  dei duchi di Mantova prima, alla famiglia Guerrera poi e successivamente, come terra di nessuno, alle scorrerie degli eserciti savoiardi, francesi e spagnoli, fino all’annessione, all’inizio del XVIII sec. allo stato sabaudo.
 
 

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